A Pralormo gli aristocratici a tavola

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Fino al 25 novembre in esposizione per la prima volta porcellane, cristalli, argenti, diari e ricettari per svelare i segreti di tre secoli di convivialità di una famiglia aristocratica torinese. Mostra di manifesti e percorso “goloso” nel Parco.

È un affascinante viaggio nei raffinati costumi della convivialità e dell’accoglienza di una famiglia aristocratica torinese “L’ arte della bella tavola”, l’esposizione allestita al Castello di Pralormo (Torino) e aperta tutte le domeniche fino al 25 novembre (per gruppi, su prenotazione, tutti i giorni). Per la prima volta oggetti, documenti, diari, libri, ma soprattutto preziosi servizi di porcellana, cristalli e argenterie, tramandati da generazione in generazione, escono da armadi, credenze e bauli del Castello, di proprietà dei conti Beraudo di Pralormo dal 1680. Raccontano ciò che accadeva dal XVIII al XX secolo, quando si organizzavano pranzi di gala per accogliere ospiti illustri.

LE TAVOLE27_manifesto-Martini-Montelera-Testa-1946

Nel percorso di visita spiccano la “tavola dell’ambasciatore“, allestita con porcellane di Vienna in onore dell’Ambasciatore Carlo Beraudo di Pralormo, diplomatico a Vienna per 10 anni e amico del principe di Metternich, e la “tavola della poesia“, dedicata alla Contessa Matilde, amante delle rose (che spiccano ancora oggi nel giardino del Castello), con ceramiche francesi su cui sono scritti romantici versi sulle rose. E ancora: la tavola imbandita con un elegantissimo servizio di Ginori e quella con porcellane di Gien; “la tavola delle nozze d’ oro” con un servizio di posate vermeil usato nelle grandi occasioni. Agli amici pescatori è dedicata una tavola con porcellane con svariate figure di pesci e un centrotavola di conchiglie. Da ammirare poi il “caffè dei cavalieri” e l’allestimento definito “tè alla russa“, con Samovar e porcellane decorate da uova stile Fabergé, secondo il gusto della bellissima Principessa Leonilla Bariatinsky, trisnonna degli attuali proprietari, rinomata per i ricevimenti nel suo Palazzo di San Pietroburgo.

Di grande fascino il servizio di tazze dorate “miroir”, nelle quali si consumava la cioccolata, prediletta dagli antenati della famiglia, come testimonia un diario del conte Filippo Domenico che, inviato nel 1730 in Sardegna dal Re Vittorio Amedeo II, ne lamenta la mancanza ed esprime il desiderio di farla arrivare dal Piemonte.

I PIATTI, I CRISTALLI E GLI ARGENTI

I protagonisti dell’esposizione sono i piatti, che testimoniano l’internazionalità delle famiglie aristocratiche: oltre ai servizi di Ginori, di Vienna e di Gien, si possono ammirare quelli tedeschi di Meissen, francesi di Limoges, inglesi di Wedgwood, le porcellane e le lacche del lontano Oriente, portate dai produttori piemontesi di seta.

L’ allestimento di ogni tavola è completato con ricette, menu, ricettari d’ epoca ed è arricchito da cristalli, con vari tipi di bicchieri per ogni vino e liquore. Splendenti le argenterie, simbolo di prestigio: piatti da portata, servizi da té, vassoi, salsiere, saliere, oliere e posaterie anche particolari, con la spiegazione dell’utilizzo (ogni cibo aveva la sua posata) e del lavoro di raffinati incisori. I bambini ne avevano di dedicate a loro, con piatti e scaldapappe inusuali. E suscitano meraviglia i servizietti di porcellana per le bambole di bisquit arrivate da Parigi nel XIX secolo.

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LE CUCINE, LA SERRA E IL PARCO GOLOSO

La mostra porta non solo nei saloni, ma anche nelle stanze delle porcellane, dove gli armadi custodiscono ancora oggi argenteria e servizi da tavola, e nelle grandiose cucine, con le lucidissime pentole di rame, l’angolo del pasticcere e le ghiacciaie.26_manifesto-Nougatine-Unica-Sepo

Il percorso di visita si conclude con due allestimenti: uno che mostra come i proprietari del Castello ricevono oggi i loro ospiti (una grande tavola apparecchiata con piatti di ceramica a forma di foglie, curiose insalatiere e animali di vetro, il tutto a simulare un pranzo in giardino); l’altro estremamente suggestivo che immerge il visitatore in un momento conviviale del futuro.

All’ esterno, nel giardino, si può visitare la serra, arrivata da Parigi nel 1896, con la sua bellissima collezione di orchidee e l’allestimento di una scenografica “Merenda sul campo da tennis”, con fotografie d’ epoca e vecchie racchette da volano.

Alla visita all’interno del Castello si affianca inoltre un nuovo percorso, “Il parco goloso”: una passeggiata alla scoperta di curiosità attinenti al cibo, tra allestimenti in tema, ricette dedicate agli alberi, agli arbusti e ai fiori del parco.

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NELL’ ORANGERIE MANIFESTI DA COLLEZIONE

Una “seconda sezione” dell’esposizione è allestita nell’ Orangerie e si intitola “Il gusto della pubblicità – manifesti da una collezione torinese”. Si articola in quattro argomenti: attrezzature da cucina d’ antan, cioccolato, vino, spumanti e vermouth. Oltre ai manifesti, sono esposti locandine, cartoncini, oggetti e scatole di latta di storici marchi piemontesi, in parte scomparsi. Provengono da una collezione privata torinese, nata dall’ interesse per la grafica di Elvio Soleri (1944-2015). Si va dagli ultimi anni dell’Ottocento fino agli anni Sessanta del Novecento. È un viaggio attraverso l’evoluzione del gusto grafico e dei linguaggi pubblicitari.

EVENTI COLLATERALI –

Il programma proposto ha il titolo: “Affari di tavola, di palato, di cucina…” ed è dedicato sia agli adulti che ai bambini (v. allegato).

PER INFORMAZIONI

CASTELLO DI PRALORMO Via Umberto I 26 10040 Pralormo TO www.castellodipralormo.cominfo@castellodipralormo.com

Segreteria: CONSOLATA PRALORMO DESIGN  via Bicocca 9 10133 Torino 011.884870-8140981 pralormo.design@libero.it

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