Giornata Cuneese della Psoriasi

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La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle, ma dal pesante impatto fisico, emotivo e sociale. Ne è affetto tra il 2% e il 3% della popolazione italiana e si manifesta inizialmente con la comparsa di macchie rotonde eritematose e desquamanti, di colore rosso-biancastro, localizzate di solito in corrispondenza dei gomiti, delle ginocchia, del tronco e del cuoio capelluto. Ha conseguenze importanti sulla percezione dell’immagine corporea, sulle relazioni sociali e sulla qualità di vita delle persone, anche perché troppe persone ancora credono che sia contagiosa e trasmissibile. Coloro che sono colpiti da questa malattia autoimmune, dovuta a fattori genetici, tendono a sottovalutarla o a occultarla, ma nelle forme più gravi può rappresentare un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari.

Per far conoscere ai pazienti che cosa sia questa patologia, e in particolar modo per far conoscere le malattie (comorbidità) che spesso possono associarsi alla psoriasi, TOPS, agenzia di comunicazione e marketing farmaceutico di Roma, ha realizzato con la sponsorizzazione di Novartis la Giornata Cuneese della Psoriasi”, che si terrà l’1 dicembre prossimo presso il Mondovicino Shopping Center di Mondovì (Cuneo). Dalle 10 alle 18, sarà possibile parlare direttamente con un medico per avere informazioni e consigli.

“Lo scopo della giornata informativa – afferma la dottoressa Zelda Seia, dermatologa, referente scientifico dell’iniziativa è quello di far conoscere alla cittadinanza e ai pazienti che cosa sia la patologia e in particolar modo far conoscere le malattie che spesso possono associarsi alla psoriasi.

L’iniziativa vuole favorire la diagnosi precoce, incrementare la consapevolezza di questa malattia nella cittadinanza, porre il paziente al centro del percorso di cura, con i suoi bisogni e la necessità di essere seguito e considerato non solo come malato, ma anche come persona. Durante la giornata sarà possibile fare delle domande e avere indicazioni su come gestire al meglio la patologia e su come prevenire le complicanze. Verrà valutato se sussistono i segni clinici che possono portare ad una diagnosi di artrite psoriasica, malattia infiammatoria cronica che colpisce prevalentemente le articolazioni e che può interessare alcuni pazienti affetti da psoriasi, indipendentemente dal grado di infiammazione cutanea.

CONOSCERE LA PSORIASI

Zelda Seia, dermatologa del Centro Medico Europeo di Cuneo, è la referente della Giornata Cuneese della Psoriasi

Dottoressa, che cos’è la psoriasi?

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronico-recidivante caratterizzata da una iper-proliferazione dei cheratinociti epidermici, che determina la formazione di placche eritemato-squamose localizzate su qualsiasi area cutanea, viso, capelli, genitali e unghie comprese. Il 2-4% della popolazione mondiale ne è colpita. In Italia si stima che ne soffra tra il 2 e il 3% della popolazione, vale a dire tra 1,2 e 1,8 milioni di persone. Ha due picchi prevalenti di incidenza intorno ai 20-30 anni e 50-60 anni, sebbene ci siano anche casi di psoriasi infantile.

Quali le cause?

È determinata da un disordine immunitario legato alla predisposizione genetica in primo luogo, ma che può essere innescato o aggravato da fattori ambientali, da infezioni, da alcuni farmaci, dal fumo, dall’obesità e da fattori stressanti.

Che cos’è l’artrite psoriasica?

L’artrite psoriasica è una forma di artrite sieronegativa che si associa spesso alla psoriasi: può comparire in seguito alle manifestazioni cutanee (75-80% dei casi), anticipare la dermatite (5-10% dei casi) o essere contemporanea (15% dei casi). Interessa spesso le articolazioni interfalangee distali delle mani, la colonna e l’articolazione sacroiliaca e mostra un’evidente familiarità.

La psoriasi è contagiosa e quali conseguenze può portare?

La psoriasi non è una malattia contagiosa: stare vicino o toccare una persona con psoriasi non comporta in alcun modo una trasmissione della malattia. Fino a qualche anno fa la psoriasi era considerata soltanto una malattia della pelle, in realtà, essendo una patologia a carattere sistemico, ha inevitabili ripercussioni sull’intero stato di salute. In particolar modo recenti studi dimostrano quanto l’infiammazione cronica nei casi di psoriasi moderata-severa sia strettamente correlata ad un maggior rischio di patologie cardiovascolari soprattutto in pazienti affetti da sindrome metabolica (obesità, ipercolesterolemia, diabete). Il coinvolgimento delle aree cutanee estetiche e la sintomatologia pruriginosa inoltre possono intaccare anche la sfera psicologica e relazionale.

Ha un impatto psicologico importante?

L’impatto fisico, emotivo e sociale della psoriasi sulla qualità di vita è simile e talvolta anche peggiore di quello osservato nei pazienti con malattia ischemica cardiaca, cancro, artrite e diabete mellito. La psoriasi si associa a bassa autostima e prevalenza di ansia e depressione fino a pensieri suicidari. La prevalenza della depressione in pazienti psoriasici è del 24% contro quella del 7% nella popolazione generale. Lo stigma sociale delle lesioni visibili ed i pregiudizi possono causare disagio e vergogna che si ripercuotono sulla vita sociale, relazionale e lavorativa dei soggetti con scarsa aderenza alle terapie proposte.

Ci sono nuove cure, con quali risultati?

Rispetto ad alcuni anni fa, in cui le forme di psoriasi moderata-severa venivano curate in prevalenza con farmaci immunosoppressori ad ampio spettro volti a ridurre in generale l’infiammazione, la ricerca moderna ha permesso di individuare quali siano i meccanismi patogenetici della malattia e quali siano le singole molecole pro-infiammatorie coinvolte nella formazione e mantenimento della placca psoriasica. Sono nati così i farmaci “biologici”, che rispetto alle cure precedenti hanno permesso di ottenere miglioramento dell’aderenza alla terapia, riduzione delle comorbidità e, soprattutto, remissione dalla malattia quasi totale se non completa delle manifestazioni cutanee.

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