HHH portavoce dell’abitare sano

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Covid-19: una pericolosa insidia si è aggiunta alla lista di oltre 900 sostanze dannose con cui conviviamo in casa e negli spazi chiusi in generale. Dove si nascondono, come è possibile contrastarle? L’argomento è improvvisamente salito alla ribalta, ma il rapporto tra edilizia e salubrità non è nuovo. Questo infatti è proprio il cuore di Home, Health & Hi-Tech (HHH) associazione che si pone come anello di congiunzione tra edilizia e sanità, due universi che necessitano di un terreno comune di comunicazione e sviluppo. Perché se è vero che a metà aprile Covid-19 conta già 120mila vittime nel mondo, non va dimenticato che ogni anno il nostro pianeta registra 4,3 milioni di morti per inquinamento indoor (fonte OMS).

Attiva sul fronte della divulgazione e formazione sul tema dell’abitare sano, HHH ha curato i contenuti dello speciale di Casa NaturaleVivere in una casa sana ai tempi del Coronavirus”, in edicola dai primi di maggio e acquistabile in formato digitale visitando www.hhh-cluster.it.

Ascoltando le voci di esperti e docenti del mondo della sanità e di quello dell’edilizia, HHH su “Vivere in una casa sana ai tempi del Coronavirus” scompone l’ambiente domestico, ne analizza le criticità e le possibili soluzioni. Si parte dal vocabolario delle azioni quotidiane innescate dalla pandemia – sanificare, arieggiare, diluire – e si arriva a un modello di abitare salubre. Anche fuori dall’emergenza infatti, occorre combattere contro innumerevoli nemici intangibili che proliferano negli ambienti confinati. A partire dall’aria che in casa, nelle scuole, negli uffici è 5 volte più inquinata di quella esterna. Dunque un nemico invisibile, che ci circonda nel quotidiano e mette a rischio la salute.

Guardando il problema da una prospettiva più ampia, di fronte a un panorama di 60 milioni di case vetuste, costruite prima delle leggi sull’efficientamento energetico e non sempre ben disegnate, oggi occorre partire da una progettazione antropocentrica che, cercando di contenere i costi, sia capace di migliorare le prestazioni.

Nata a Torino, ma animata da una rete di partner dislocati in Italia, l’associazione HHH sostiene la cultura della salubrità dell’ambiente costruito, «una sfida che possiamo vincere alimentando un dialogo tra i due mondi che, più di altri, sono coinvolti sul temadichiara Maria Luisa Zerilli, Presidente di HHH -, quello di professionisti e imprese dell’edilizia e quello dei medici e del personale sanitario, che secondo gli obiettivi prioritari di diversi piani e programmi di prevenzione nazionale ed europei sono chiamati alla tutela della salute». Accanto a loro inoltre, HHH coinvolge giornalisti e esperti di comunicazione e parla al grande pubblico.

HHH è un progetto è ideato da un cluster di professionisti del mondo della comunicazione tecnica, coadiuvato da un Comitato scientifico. Co-promotore è il CNT-Apps, partenariato universitario che raggruppa ad oggi il Politecnico di Torino, l’Università Federico II di Napoli, l’Università di Padova, l’Università del Salento, l’Università di Ferrara, l’Università della Basilicata e le Università di Madrid e Valencia. Il partner principale è Klimahouse. Casa Naturale è media partner.

HHH ha già organizzato un evento a Bolzano in gennaio. La pandemia ha fermato il calendario dei successivi convegni. Il prossimo appuntamento è programmato il 21 novembre a Torino: un momento di formazione e informazione per mettere a fuoco alcuni fra i principali rischi che si corrono inconsapevolmente trascorrendo ore di vita in un edificio non sano.

Per “Vivere in una casa sana ai tempi del Coronavirus” HHH ha raccolto il punto di vista di numerosi esperti e docenti; tra loro, per citarne alcuni:

  • Gaetano Settimo, chimico, coordina il gruppo di studio nazionale sull’inquinamento indoor dell’Istituto Superiore di Sanità, membro del comitato scientifico di HHH
  • Umberto Moscato, professore – Sezione di Medicina del Lavoro e Igiene di Sanità Pubblica – Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
  • Paola Allegri, ingegnere civile, coordinatrice Comitato scientifico HHH
  • Manlio Montuori, docente del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, membro del comitato scientifico di HHH
  • Fabio Millevoi, vicepresidente dell’Associazione dei Futuristi Italiani
  • Regina De Albertis, presidente Giovani Ance
  • Alessandro Giuliani, ingegnere e presidente CasaClima Network Lombardia
  • Marco Mari, vicepresidente GBC Italia, direttore area Manifattura Immobiliare ReMIND, coordinatore comitato scientifico Rigeneracity
  • Matteo Doria, pediatra e segretario nazionale alle attività scientifiche ed etiche della Federazione Italiana Medici Pediatri

«Ovunque volgiamo lo sguardo incontriamo ostacoli, ma può anche darsi che dall’interconnessione delle criticità – disagio abitativo, invecchiamento della popolazione, virus impazziti, inquinamento atmosferico, pressioni finanziarie sui sistemi pensionistici e di assistenza – possano nascere le condizioni per costruire case pensate come tecnologie» Fabio Millevoi Vicepresidente dell’AFI (Associazione dei Futuristi Italiani).

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