In 100mila per le Ceramiche di Mondovì

0397_contenitore per pane_T.Paetsch-Frankfurt a.d.Oder, c.1930

Ha raggiunto il traguardo dei 100 mila visitatori il Museo della Ceramica di Mondovì. Nel 2018 l’affluenza è stata di quasi 13 mila persone fra visitatori dell’allestimento permanente, delle mostre temporanee e quasi 4 mila studenti che hanno partecipato alle attività didattiche.

Il Museo della Ceramica fu inaugurato il 12 dicembre del 2010. È il frutto della collaborazione tra la Fondazione appositamente istituita nel 1999 per realizzarlo, e il Comune di Mondovì. Vi hanno a vario titolo contribuito il Ministero per il Beni culturali, la Regione Piemonte, la Provincia di Cuneo, la Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico e etnoantropologico del Piemonte, nonché le Fondazioni delle Casse di Risparmio di Cuneo e di Torino e la Compagnia di San Paolo.

Ma soprattutto ideatore e fondatore del Museo è stato Marco Levi (1910-2001), ultimo proprietario della storica Ceramica “Vedova Besio e Figlio”, a sua volta ultima fabbrica del distretto di Mondovì, rimasta attiva sino ai primi anni Ottanta del secolo scorso. Da allora Marco Levi ha coltivato il sogno di conservare e trasmettere la memoria della plurisecolare esperienza artistica e industriale della ceramica monregalese e di farla rivivere in una adeguata sede museale. Acquistata dallo studioso e collezionista ligure Carlo Baggioli l’unica grande collezione di ceramica locale, la donò insieme alla propria raccolta alla Fondazione, ponendo le basi del patrimonio espositivo del Museo, che è ospitato nella prestigiosa cornice settecentesca del Palazzo Fauzone di Germagnano di Mondovì, ricco di affreschi, stucchi, tappezzerie e specchiere.

Antanas Mockus
Antanas Mockus

Distribuito su due piani e 17 sale, che si aprono da un lato sulla medievale Piazza Maggiore, dall’altro verso i dolci declivi delle Langhe, il percorso espositivo ricostruisce quasi due secoli della caratteristica produzione di stoviglie di uso comune delle aziende del distretto. La prima sezione è concepita come un viaggio all’interno di una fabbrica, reso accessibile grazie all’affascinante impianto multimediale “Fare ceramica”, che illustra le varie fasi della produzione coinvolgendo il visitatore nelle immagini e nei suoni del lavoro.

Nelle sale del primo piano sono poi descritte le diverse tecniche della decorazione con immagini e linguaggio accessibili e stimolanti. Il secondo piano ci introduce, attraverso la magia dell’impianto multimediale “Apparecchiare la tavola”, in tutte le manifatture del distretto, di cui sono esposti i pezzi più rappresentativi della secolare attività produttiva. Lo sviluppo storico è illustrato da rare e affascinanti gigantografie, che fanno rivivere le strutture possenti delle antiche fabbriche e le maestranze orgogliosamente allineate davanti al fotografo.

Nel Museo c’è anche un percorso “Vedere e parlare con le mani”, multisensoriale e multimediale, che consente un’esperienza visiva, tattile e uditiva agli ipovedenti, non vedenti, sordi e disabili.

Nijolė Šivickas
Nijolė Šivickas

LE MOSTRE

Il Museo ospita numerose rassegne temporanee. Fra gli eventi del 2018: la mostra “Old but gold”, porcellane e terraglie di Francesco De Molfetta, in arte Demo; “Anima, quando la materia prende vita”, sculture in argilla e creta di personaggi famosi dei cartoon, realizzate da Andrea Blasich, che negli ultimi vent’ anni ha collaborato con i più importanti studi cinematografici come la Pixal, la Disney, Dreamworks e Lucas Film; “Maschere di Afriche lontane”, opere artistiche realizzate da giovani migranti ospitati presso la Cooperativa “Isola di Ariel” di Lurisia.

Attualmente sono in corso “Kandisnkij, l’armonia preservata. Dietro le quinte del restauro”, che presenta il dipinto Spitz-Rund dell’artista russo, sottoposto ad accurate analisi al Centro Conservazione e Restauro de “La Venaria Reale”, la mostra sulle ceramiche della Repubblica di Weimar, e “What would an artist do? Arte e politica nell’opera di Nijolė Šivickas e di Antanas Mockus, il sindaco che ha trasformato Bogotà”.

L’UNITA’ PRODUTTIVA

A giugno del 2014 è stata inaugurata “UP”, acronimo di Unità Produttiva, una realizzazione del Museo della Ceramica di Mondovì che si propone di portare il “fare ceramica” all’interno della stessa sede museale. “UP” idealmente si collega al lungo percorso cominciato all’inizio dell’Ottocento con le prime manifatture del distretto ceramico monregalese esportate dalle terre liguri. Con “UP” il Museo non è più soltanto luogo della memoria storica, ma diviene dimostrazione concreta del potere generativo della cultura. L’unità produttiva, attrezzata per realizzare tutte le fasi del ciclo produttivo, dalla foggiatura alla decorazione del biscotto alla cottura nel forno elettrico, rientra nel più ampio Progetto “La terra di mezzo. La via della ceramica tra Liguria e Piemonte”, promosso dalla Fondazione Museo della Ceramica, con la partecipazione dei Comuni di Savona, Mondovì, Albissola Marina e Albisola Superiore. Il Progetto è risultato tra i vincitori di un bando della Compagnia di San Paolo per la valorizzazione e la sinergia tra risorse culturali del Piemonte e della Liguria, con un sostegno di euro 250.000.

Con “UP” la “fabbrica” ritorna e entra concretamente nel Museo contribuendo al rilancio e alla rivisitazione della tradizionale produzione del distretto monregalese e si propone nello stesso tempo come sede di sperimentazione e di confronto per artisti e designer contemporanei.

0077_piatto per torte_Wachtersbacher Steingutfabrik, c.1930

About Staff

    You May Also Like