Voce alle pazienti di tumore al seno

Mostra "Voltati Guarda Ascolta" in piazza San Carlo
Mostra “Voltati Guarda Ascolta” in piazza San Carlo

Arriva a Torino la campagna “Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico”, promossa da Pfizer in collaborazione con Fondazione AIOM e Europa Donna Italia: fino al 15 ottobre in piazza San Carlo l’installazione La Folla Immobile invita tutti i cittadini a “non voltare le spalle” alle pazienti, costrette spesso ad affrontare solitudine ed emarginazione. 

In Piemonte si registrano ogni anno circa 3.300 nuovi casi di cancro della mammella: le forme metastatiche oggi rappresentano all’incirca il 15%. Oggi nella maggior parte dei casi è possibile ottenere una cronicizzazione della malattia. 

Tutte le storie e le informazioni sulla campagna sono disponibili sul sito www.voltatiguardaascolta.it Tre delle storie sono disponibili anche in forma di audioracconto affidato alla voce narrante di tre attrici professioniste.

Torino, 12 ottobre 2017 – Trenta figure immobili su una piattaforma circolare. Una folla di sagome che danno le spalle allo spettatore da qualunque punto di osservazione e lo obbligano a fermare lo sguardo. È La Folla Immobile, una suggestiva installazione inaugurata oggi e allestita fino al 15 ottobre nel cuore di Torino, in Piazza San Carlo, per “costringere” i passanti a confrontarsi con l’atteggiamento prevalente nei confronti del tumore al seno metastatico: una patologia di cui si parla poco e a cui si tende a “voltare le spalle”.

L’installazione è il cuore della campagna di sensibilizzazione “Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico”, promossa da Pfizer in collaborazione con Fondazione AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica e Europa Donna Italia, per rompere il silenzio che circonda il tumore al seno metastatico e dare voce alle pazienti. Le loro storie, raccolte nella prima fase del progetto e disponibili sul sito www.voltatiguardaascolta.it, vengono adesso promosse attraverso una campagna itinerante di cui Torino ospita la seconda tappa, patrocinata dalla Regione Piemonte e dal Comune di Torino.

«Credo che proprio il racconto di esperienze vissute, con i relativi sentimenti e le emozioni di ogni giorno, possa aiutare ad alzare quel naturale velo dietro cui non di rado e non poche persone, soprattutto quando il tema di cui parlare si chiama patologia e ancora di più quando quella malattia prende il nome tumore, tendono a nascondersi come forma di difesa. Naturalmente – sottolinea l’assessora al Welfare della Città di Torino, Sonia Schellino – si tratta di un comportamento sbagliato, che non aiuta affatto le attività svolte nel campo della prevenzione e, nel caso cui la malattia si sia già manifestata, dei percorsi di cura e delle implicazioni fisiche e psicologiche. Per questo motivo ritengo questa iniziativa molto importante, utile e anche un esempio di buona pratica sotto l’aspetto della sensibilizzazione sui temi della salute. Ringrazio per l’impegno verso le donne con patologie tumorali al seno l’azienda farmaceutica Pfizer, che ha lanciato questa iniziativa in partnership con Fondazione AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica e Europa Donna Italia».

Il Polo Museale del Piemonte ha immediatamente abbracciato la campagna, dando visibilità all’iniziativa sui propri canali e, grazie alla sensibilità della Direzione di Palazzo Carignano, mettendo a disposizione il Salone d’onore della residenza per la conferenza stampa. Ha inoltre aderito la Direzione del Castello di Racconigi che fino al 15 ottobre farà illuminare di rosa la facciata monumentale della residenza.

Oggi, in occasione dell’inaugurazione dell’installazione, l’attrice Daniela Morozzi, nota al grande pubblico per la partecipazione a serial televisivi di successo, come Distretto di polizia o Il Commissario Manara, ha letto alcuni toccanti passaggi di “Per sempre”, uno dei tre racconti delle pazienti scelti da una giuria come rappresentativi delle tante storie pervenute.

Protagoniste della campagna sono le circa 30.000 donne italiane che convivono con il tumore al seno

Mostra "Voltati Guarda Ascolta" in piazza San Carlo
Daniela Morozzi per “Voltati Guarda Ascolta” in piazza San Carlo

metastatico, che ancora oggi non trovano l’ascolto e l’assistenza di cui hanno bisogno e sono spesso persone “invisibili” agli occhi dei media e dell’opinione pubblica.

«È molto importante coinvolgere le donne in queste campagne e renderle protagoniste, perché nessuno meglio di loro può persuadere la popolazione femminile ad aderire ai programmi di screening e a modificare il proprio stile di vita non corretto, che è fondamentale non solo nella prevenzione ma anche per la sopravvivenza dopo l’intervento chirurgico. Sappiamo che le pazienti che dopo i trattamenti non modificano lo stile di vita vanno incontro a maggiori recidive e ad una sopravvivenza minore – afferma Mario Airoldi, Direttore di Oncologia Medica, Ospedale Universitario Molinette San Giovanni Battista, Torino – La sensibilizzazione è tanto più importante perché oggi, grazie ai nuovi farmaci, riusciamo ad assicurare un rilevante miglioramento della sopravvivenza nel tumore al seno metastatico e per la maggior parte dei casi la prospettiva è quella della cronicizzazione».

Solo il 5-10% dei 50.000 nuovi casi annui di tumore al seno è in fase metastatica al momento della diagnosi, ma circa il 30% delle pazienti cui è stato diagnosticato un tumore al seno in fase precoce dovrà poi affrontare questa evoluzione. Sebbene non esista ancora una cura risolutiva per questo tumore, le terapie mirate di ultima generazione sono oggi in grado di bloccare o rallentare la progressione della malattia garantendo al contempo una buona qualità di vita.

«In Piemonte sono circa 46.200 le donne che hanno avuto una storia legata al carcinoma mammario e circa 3.300 i nuovi casi che si registrano ogni anno. Sebbene la maggioranza di queste pazienti può essere considerata guarita a cinque anni dall’intervento chirurgico, una parte di loro, circa il 15%, sviluppa invece una forma metastatica – dichiara Mario Airoldi – L’introduzione dei nuovi farmaci biologici della classe degli inibitori delle cicline potrà determinare un ulteriore incremento della sopravvivenza per le pazienti con tumore al seno metastatico, che potrà raggiungere i 4-5 anni rispetto ai 3 attuali».

In piazza San Carlo l’installazione La Folla Immobile
In piazza San Carlo l’installazione La Folla Immobile

La campagna “Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico” vuole anche ribadire l’importanza di garantire a tutte le donne che convivono con un tumore al seno in fase avanzata il diritto alla migliore qualità di vita possibile, l’accesso alle migliori terapie innovative oggi disponibili, la continuità o il reinserimento lavorativo. Ma il primo obiettivo è vincere il senso di solitudine ed emarginazione che spesso travolge le donne che convivono con la patologia.

Lo testimonia Tiziana, una paziente torinese: «Oggi le donne con tumore al seno metastatico non vengono considerate, ascoltate, comprese. L’informazione è carente e pochi sanno cosa significa affrontare questa malattia. La parola metastatico, inoltre, fa paura. Così non se ne vuole parlare, si nasconde la testa nella sabbia, si ignora il problema: ma il problema invece c’è, perché noi ci siamo, noi esistiamo, non siamo delle pazienti irrecuperabili, abbiamo tanto da dare, da vivere, da fare. Una campagna come “Voltati. Guarda. Ascolta” è importantissima, perché finalmente fa parlare di noi. Non credo che tutto possa cambiare all’improvviso ma almeno non si potrà più nascondere il problema. Purtroppo spesso sono le stesse pazienti a non voler parlare del loro tumore metastatico. Ma non è qualcosa di cui ci dobbiamo vergognare e l’informazione deve partire proprio dalle donne che convivono con questa malattia».

Voltati. Guarda. Ascolta: la voce dei promotori della campagna

«Convivere col tumore al seno metastatico significa avere l’esistenza limitata e scandita da una malattia per la quale al momento non vi è la prospettiva della guarigione ma che grazie alle nuove terapie è possibile oggi cronicizzare. Il peso fisico e psicologico di una tale condizione nella quotidianità è a dir poco logorante e la paziente si sente subito emarginata socialmente, sola, alienata. Le relazioni affettive, in primis quelle della sfera familiare ed amicale, diventano complicate poiché il cancro metastatico colpisce non solo la malata ma tutto il nucleo che la circonda».

Domenica Panaccione, membro della Commissione sul tumore al seno metastatico di Europa Donna Italia.

«Promuovere la diffusione di informazioni su questa particolare fase della malattia consente da un lato di far emergere i bisogni assistenziali, psicologici, relazionali e lavorativi di queste pazienti, dall’altro rende loro più consapevoli dei risultati oggi ottenibili con i trattamenti antitumorali disponibili e in arrivo, aiutandole ad affrontare meglio la loro condizione».

Fabrizio Nicolis, Presidente Fondazione AIOM.

«Siamo convinti che per un’azienda come Pfizer, leader nello sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative in grado di ridefinire la vita con il cancro di migliaia di persone, sia fondamentale coniugare l’impegno nella ricerca scientifica con progetti in grado di rispondere ai bisogni dei pazienti a 360 gradi. È per questo che se oggi, grazie a terapie sempre più personalizzate, siamo in grado di restituire non solo mesi ma anni di vita alle donne con tumore al seno metastatico che fino a poco tempo fa erano considerate incurabili, il nostro obiettivo deve essere ora quello di assicurare loro la possibilità di vivere un’esistenza il più possibile pienae degna di essere vissuta. Con la Campagna “Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico” vogliamo quindi dare voce alle pazienti per comprenderne veramente le esigenze e poter quindi offrire loro risposte concrete al bisogno di salute e qualità di vita di cui hanno diritto».

Alberto Stanzione, Direttore Oncologia di Pfizer in Italia.

Presso l’installazione La Folla Immobile, allestita fino al 15 ottobre in Piazza San Carlo, vengono distribuite in volumetti formato “Millelire” le tre storie delle pazienti selezionate dalla giuria della campagna: “Convivere con un leone” di Camilla, “Per sempre” di Paola e “La ginestra” di Patrizia.

Le tre storie sono disponibili sul sito www.voltatiguardaascolta.it anche in forma di audioracconto affidato alla voce di Michela Andreozzi, Emanuela Grimalda e Daniela Morozzi.

Credits Foto: Francesco Del Bo

About Staff

    You May Also Like